che è sto counseling?
Il counseling è una relazione d'aiuto rivolta a individui che "funzionano" normalmente ma che si trovano ad affrontare specifiche difficoltà o momenti di confusione nella propria vita personale. Il suo obiettivo principale è promuovere un processo di crescita e maturità, espandendo l'auto-consapevolezza del cliente per aiutarlo a scoprire e valorizzare le risorse che possiede già dentro di sé. A differenza della psicoterapia, che mira a un cambiamento profondo della personalità, riprogrammare schemi o a ridecidere il proprio "copione di vita", il counseling si concentra sul "qui e ora", lavorando sulla chiarificazione, sulla risoluzione di un problema specifico e sulla sperimentazione di nuove possibilità.
Le correnti più influenti
Nel corso del tempo, diverse scuole di pensiero hanno contribuito a definire e arricchire la pratica del counseling. L'Approccio centrato sulla persona di Carl Rogers ha posto le fondamenta relazionali della disciplina, identificando nell'empatia, l’ascolto attivo, nell'accettazione incondizionata e nella congruenza del counselor le condizioni essenziali per il cambiamento. L'Analisi Transazionale di Eric Berne ha fornito strumenti preziosi per comprendere i copioni di vita, le dinamiche relazionali, oltre che il “condominio interiore” (ovvero tutti gli stati dell'Io). La Gestalt, sviluppata da quel rivoluzionario di Fritz Perls, ha spostato l'attenzione sulla consapevolezza del momento presente, sull'integrazione delle polarità interne e sul contatto autentico con sé stessi e con l'ambiente. Proprio come la teoria della percezione nel design, la Gestalt invita a pensare ai concetti di figura-sfondo, e alle parti di noi, la cui somma è inferiore all’individuo. La Bioenergetica di Alexander Lowen ha ampliato il campo d'azione verso il corpo, riconoscendo come tensioni muscolari e blocchi fisici siano l'espressione concreta di vissuti emotivi non elaborati. L'Approccio sistemico-relazionale, derivato dalla teoria dei sistemi e dalla scuola di Palo Alto, ha introdotto una lettura del disagio non più solo individuale ma contestuale, considerando la persona sempre inserita in una rete di relazioni - familiari, sociali, organizzative - che ne influenzano profondamente il funzionamento. L'Enneagramma, strumento di conoscenza della personalità di antiche radici e rielaborato in chiave psicologica nel Novecento principalmente da Claudio Naranjo (che poi Naranjo vuol dire Arancio - una pianta simbolo di prosperità e cura, non poteva avere nome migliore), offre al counselor una mappa per comprendere le strutture caratteriali, i meccanismi di difesa e le direzioni di crescita personale proprie di ciascun individuo. Infine, l'Ecocounseling, corrente più recente, allarga ulteriormente la prospettiva includendo la dimensione ambientale ed ecologica: il benessere della persona viene letto in connessione con il suo rapporto con la natura, il territorio e il contesto ecosistemico più ampio, promuovendo una consapevolezza che trascende il solo mondo interiore per abbracciare il legame profondo tra essere umano e ambiente vivente. Poi ci sono vari intrecci con l’arte, la danza, musica e chi più ne ha più ne metta.. ma sapete perchè? Perchè il counseling è molto potente e più è integrato e più è funzionale. Essendo basato sulla relazione, il counselor tira fuori dalla cassetta dei suoi attrezzi e porta in campo tutto ciò che può servire.
L'approccio biogestaltico
La scuola in cui mi formo si chiama SIBiG e adotta un approccio biogestaltico, che integra in modo organico la Gestalt e la Bioenergetica, tenendo come riferimento costante i pilastri teorici ed etici di Rogers e Berne. Questo significa lavorare contemporaneamente su più livelli: la consapevolezza del vissuto emotivo e relazionale nel qui e ora (Gestalt), l'ascolto del corpo come luogo in cui l'esperienza si incarna e si manifesta (Bioenergetica), la qualità della relazione terapeutica fondata su empatia e autenticità (Rogers) e la lettura delle dinamiche psicologiche e dei copioni che guidano il comportamento (Berne). Il risultato è un approccio olistico, che considera la persona nella sua totalità - mente, emozioni e corpo - accompagnandola verso una maggiore libertà e autenticità. Tutto condito da tanta ma tanta creatività. Tralasciando il fatto che i miei docenti sarebbero sicuramente molto fieri di me leggendo il modo secchione in cui ho scritto questa descrizione, questo approccio permette di lavorare su più livelli, e permette a noi studenti di avere a disposizione tanti strumenti, potendo scegliere quali sono a noi più adatti.

